Chiesa San Bartolomeo Comunità Pastorale Sacra Famiglia Cocquio Trevisago
Oggi la Chiesa festeggia l’apostolo S. Bartolomeo.
Era galileo e probabilmente pescatore come la maggior parte degli Apostoli. Natanaele, il suo nome originario, fu scelto da Gesù.
Chiesa S. Bartolomeo Cocquio Trevisago sul foglio della S. Messa
La chiesetta di S. Bartolomeo della nostra Comunità Pastorale Sacra Famiglia Cocquio Trevisago è stata l’ ultima di quattro chiese di Cocquio Trevisago ad essere pubblicata sul foglio della S. Messa da dicembre 2024.
I miei amici collaboratori della parrocchia mi hanno raccontato che fino a qualche anno fa si faceva una bellissima festa nel chiostro a fianco.
Chiesa S. Bartolomeo Comunità Pastorale Sacra Famiglia Cocquio Trevisago interno
Cenni storici
Storia dell’Oratorio di San Bartolomeo
Le origini dell’oratorio risalgono al XIII secolo, quando Goffredo da Bussero cita la pieve di Brebbia come centro religioso della zona. In quel periodo, la famiglia Besozzi di Laveno deteneva il feudo locale.
Nel Quattrocento, l’oratorio fu affidato alla cura spirituale dei frati umiliati del convento di S. Andrea, che lo gestirono fino alla soppressione dell’ordine nel 1571. Successivamente, passò sotto il controllo dei canonici lateranensi di S. Andrea, già presenti a Cocquio, e fu incluso nel territorio del Ducato di Milano.
L’edificio, a navata unica con campanile a vela, presenta una struttura semplice ma suggestiva. Sopra l’ingresso si trova un affresco raffigurante San Bartolomeo, mentre all’interno è conservato un Crocifisso databile alla fine del Cinquecento, probabilmente opera di un artista vicino a Federico Borromeo.
Nel tempo, la chiesa ha mantenuto la sua struttura originaria, con interventi di restauro e ampliamento. L’ultimo significativo risale agli inizi del Novecento, grazie all’impegno di Don Luigi Colnaghi.
Festa dei Santi Alessandro e Triburzio Besozzo dal 31 agosto al 9 settembre
E anniversari significativi
Io e Giovanni, come tante altre coppie che si sono sposate a Besozzo, abbiamo ricevuto l’ invito alla festa patronale della parrocchia S. Alessandro e Triburzio.
In questa occasione ci sarà tutto un programma dedicato agli sposi e alla consacrazione religiosa.
Ecco il programma completo dal 31 agosto al 9 settembre
Festa dei Santi Alessandro e Triburzio Besozzo e degli anniversari di matrimonio e di vita religiosa
Oggi il nostro Arcivescovo Mario Delpini di Milano compie gli anni. Buon compleanno 🎂 da parte di Gemma, Elena e Giovanni 🥰
Mario Delpini incontro fidanzati in Basilicata Sant’ Ambrogio Milano 2023
Nella foto Monsignor Mario Delpini con me e mio marito Giovanni durante il corso fidanzati con Don Fabio Giovenzana nella Comunità Pastorale Sacra Famiglia Cocquio Trevisago.
PER LA RICEZIONE DIOCESANA DEL CAMMINO SINODALE”: LA NUOVA PROPOSTA PASTORALE DELL’ARCIVESCOVO
SECONDO MONS. DELPINI «È IL MOMENTO DI PORTARE IL SINODO IN CASA, COME PRINCIPIO DI RIFORMA DELL’ESSERE CHIESA»
L’ESPERIENZA DELLE ASSEMBLEE SINODALI DECANALI, «UN LABORATORIO PER PRATICARE LA MISSIONE SENZA CHE DIVENTI PROSELITISMO O TIMIDA OMOLOGAZIONE»
NEL TESTO ANCHE UNA RIFLESSIONE SULLA RIFORMA DEL CLERO: «LA SINODALITÀ NON È UNA RIDUZIONE DEL RUOLO DEL PRETE»
Proposta Pastorale 2025 Mons. Mario Delpini
Milano, 4 luglio 2025 – “Tra voi, però, non sia così – Per la ricezione diocesana del cammino sinodale”: si intitola così la Proposta pastorale 2025-2026 dell’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, disponibile da oggi sul portale diocesano e da lunedì nelle librerie cattoliche (Centro Ambrosiano, pp. 72, euro 4,5).
Al centro delle riflessioni dell’Arcivescovo c’è il desiderio di accogliere e dare seguito a una dimensione, quella della sinodalità, «essenziale per la vita e la missione della Chiesa», come scrive mons. Delpini. Si tratta di dare concreta attuazione a quanto emerso nel percorso ecclesiale di questi anni, in particolare nelle due Assemblee generali ordinarie del Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2023 e ottobre 2024 (a cui ha partecipato in Vaticano lo stesso mons. Delpini e da cui è scaturito il Documento finale approvato da papa Francesco) e nelle due Assemblee sinodali della Chiesa italiana (in questo caso il documento finale dovrebbe essere pubblicato a novembre, dopo la terza Assemblea).
Convinto che sia il momento di «portare il Sinodo in casa, come una docilità allo Spirito, come principio di riforma dell’essere Chiesa», l’Arcivescovo invita a «recepire le indicazioni del Documento finale mettendo in evidenza quali conversioni richiedono, a quale responsabilità chiamano, quali metodologie raccomandano».
«I cristiani – scrive mons. Delpini – sono originali anche nell’esercizio del potere. Interpretano il potere e l’autorità come servizio. La “sinodalità” è una delle espressioni della comunione che porta a scelte condivise e autorevoli. (…) I cristiani prendono decisioni cristiane con spirito e metodo sinodale. Perciò sono originali rispetto alla pratica del metodo democratico o di quello monarchico».
Nel testo – che è arricchito da alcuni passaggi in cui l’Arcivescovo si figura alcuni dialoghi immaginari come uno tra don Camillo e il Signore crocifisso o uno con protagonista il Piccolo Principe – vengono ricordati alcuni cammini sinodali già avviati a livello diocesano. È il caso delle Assemblee sinodali decanali, organismi composti da preti, diaconi, religiosi e laici che hanno il compito di “leggere” le problematiche, le ricchezze e le urgenze pastorali e sociali del territorio, esperienze che possono diventare «uno stimolo per tutta la comunità e un laboratorio per sperimentare con quale atteggiamento di discrezione, di rispetto e di franchezza sia praticabile la missione senza diventare proselitismo, propaganda o timida omologazione». A tre anni dal loro avvio sono state costituite 60 Assemblee sinodali decanali (su un totale di 63 decanati) con un coinvolgimento di 750 laici e laiche e 150 presbiteri.
Tra le esperienze di sinodalità, mons. Delpini menziona poi i Consigli pastorali parrocchiali (per i quali la Diocesi ha avviato appositi cammini di formazione) e anche la stessa Curia diocesana, una “comunità di lavoro” che si è recentemente dotata di una “Carta dei valori” e in cui «un tratto distintivo e singolare è rappresentato dalla co-presenza di preti, consacrati e laici, condividendo gli stessi valori e perseguendo la medesima missione».
Un riferimento specifico viene dedicato ai ministeri istituiti per il servizio delle comunità. «L’istituzione dei ministeri dell’Accolito, del Lettore, del Catechista si inserisce nel percorso sinodale come una forma di corresponsabilità per la missione». Un invito, quindi, «perché in ogni comunità sia offerta la proposta del percorso di formazione e di esercizio dei ministeri istituiti come forma di corresponsabilità».
Uno sguardo attento è riservato anche a chi, già adulto, desidera entrare nella comunità cristiana, ovvero i catecumeni. La loro testimonianza, osserva l’Arcivescovo, «può forse risvegliare anche coloro che ritengono che far parte della comunità cristiana sia noioso». Si tratta di un fenomeno in crescita sia a livello locale che internazionale: nella notte di Pasqua di quest’anno, 89 catecumeni ambrosiani hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana, e un terzo di loro aveva meno di 30 anni.
Mons. Delpini richiama, inoltre, la centralità dell’Eucaristia. «Non potrà essere praticata la sinodalità, se i discepoli non si lasciano plasmare dalla partecipazione spirituale alla celebrazione eucaristica (…). Non possiamo salvarci dal pericolo di ridurre la vita cristiana a organizzazione, iniziative, riunioni, calendari, se non ci lasciamo accendere il cuore dalla parola di Gesù e se non lo riconosciamo nello spezzare del pane».
Un passaggio chiave della Proposta pastorale riguarda poi il ripensamento del ministero del sacerdote in chiave sinodale e la riflessione su cosa significa “presiedere nella sinodalità”: «Ai preti sono stati attribuiti troppi compiti e le pretese che li circondano rendono faticosa la vita del sacerdote. È necessaria una riforma del clero per interpretare il ministero in modo più adatto alla nostra situazione e rendere più sostenibile la vita del prete. La riforma del clero deve avere la priorità di passare dal presbitero al presbiterio. I preti sono chiamati a essere uniti al vescovo, uniti tra di loro, uniti nell’unico clero diocesano con i diaconi».
Non si tratta di sminuire il ruolo del sacerdote, spiega ancora l’Arcivescovo, ma di esaltarne la responsabilità di servire la comunione: «La sinodalità non è una riduzione del ruolo del prete, ma una sua esaltazione. La corresponsabilità non è un attentato al potere del prete, ma la forma cristiana per promuovere la comunione come dono di Dio».
Naturalmente non solo i sacerdoti, ma «tutte le componenti della comunità sono chiamate a entrare nella logica della sinodalità. È necessaria una formazione del clero e dei laici che siano aiutati a vivere uno stile, agire con senso di responsabilità per contribuire alla missione della Chiesa nell’edificare la comunione ecclesiale»
Come segno del cammino sinodale in atto nella Chiesa ambrosiana, l’Arcivescovo propone di vivere nella terza domenica di ottobre, quando si celebra la solennità della Dedicazione del Duomo – quest’anno il 19 ottobre -, un momento «per rendere noti a tutti le raccomandazioni diocesane, i passi compiuti, le proposte future, le correzioni necessarie».
Gli orari delle Messe nelle parrocchie della Diocesi: un’importante novità
Don Fabio Giovenzana il giorno del mio matrimonio
Reverendo Parroco,
c’è un’importante novità per le parrocchie che vogliono rendere facilmente consultabili da parte dei fedeli gli orari delle Messe: il sito Orarimesse.it (a cui si accede https://orarimesse.it/milano )
è stato recentemente rinnovato per quanto riguarda le modalità di caricamento dei dati. Infatti non è più necessario comunicare gli orari delle Messe ed eventuali variazioni scrivendo alla mail mailto:orarimesse@chiesadimilano.it .
Ora ogni parrocchia può effettuare in autonomia gli aggiornamenti attraverso il Portale parrocchiale UNIO, già ampiamente utilizzato per la compilazione e l’invio dei rendiconti.
È sufficiente effettuare il login su UNIO utilizzando le credenziali già in proprio possesso e aprire il modulo “Orari Messe”, andando a compilare i campi richiesti. In questo modulo è presente anche un tutorial video per aiutare nella compilazione. In questo modo ogni parrocchia diventa autonoma nell’inserimento e nella modifica degli orari delle Messe nelle proprie chiese (comprese quelle sussidiarie).
Nella nuova versione della app diocesana ChiesadiMilano, in preparazione per i prossimi mesi, sarà inserita anche la funzione di consultazione degli orari delle Messe, già oggi accessibile, come detto, dal portale diocesano: è quindi importante che gli utenti possano trovare, in modo immediato e aggiornato, gli orari delle celebrazioni nella propria parrocchia o comunque in una parrocchia di interesse.
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